Non si aveva ancora piena coscienza di quello che ci stesse circondando ieri sera quando Morfeo ci ha cullati fra le sue braccia, fino a quando questa mattina scostando le tende delle nostre camere siamo rimasti sbalorditi dallo scenario offerto da questo luogo di pura magia. Siamo letteralmente in un paesaggio unico, mai visto prima: sembra essere in mezzo a tante casette delle bambole scavate in queste rocce appuntite che creano un vero e proprio presepe vivente alla luce del sole. Davanti a noi un castello naturale scavato nella roccia in tempi remoti che altro non è che una massa di tufo perforata da un labirinto di finestre e gallerie, servito alle popolazioni del luogo, con il passare degli anni, come riparo dalle invasioni.

Ed è con questo scenario che gustiamo una colazione in terrazza. Sembra di vivere in una fiaba. Con tanta adrenalina e voglia di scoprire ogni angolo di questo paradiso, ci mettiamo perciò in marcia con la nostra carovana. Attraversiamo spettacolari vallate, in un panorama mozzafiato che ricorda quello dei pianeti visti dai satelliti, costituito da rocce bizzarre dai colori tenui che passano dal rossastro, al rosato, al bianco. L’azione dell’acqua e dell’erosione nel corso dei millenni hanno dato vita a forme rocciose geologiche straordinarie. Sembrano coni gelato, meringhe giganti, o se vogliamo essere ancora più fantasiosi, dei morbidi bignè ripieni di crema.

A tratti sembra anche di essere in mezzo ai trulli, altre volte tra le meravigliose rocce granitiche sarde. Basta far volare la fantasia, cosa che qui diventa molto semplice, e la mente crea scenografie a propria discrezione. Tra passaggi della carovana e voli del nostro drone Pinuccio qui ci sarà davvero da sbizzarrirsi nella scelta delle immagini da mostrarvi! E’ nei pressi del villaggio di Goreme che si trova un luogo tra i più conosciuti della zona e si tratta: il Museo all’aperto. Ovviamente andiamo a visitarlo. Le sue chiese rupestri sono scavate direttamente nella roccia e custodiscono splendidi affreschi millenari che si sono conservati fino ad oggi grazie soprattutto alla mancanza di luce all’interno delle cave che ha evitato lo scolorimento.

Riprendiamo poi la marcia alla scoperta delle vallate circostanti: c’è davvero da perdersi! Non è necessario avere una meta particolare perché ovunque si guardi, ovunque si vada è luogo in cui rimanere incantati. Scenario incantevole è anche quello dato dai cosiddetti “Camini di Fata”, formazioni rocciose che arrivano fino ai 40mt di altezza, a forma allungata, sormontata da una specie di cappello che le fa somigliare ai comignoli delle favole.

Il termine Cappadocia significa “terra dai bei cavalli” quindi non ci si può esimere da una cavalcata tra queste valli lasciando galoppare liberamente i sensi e riportarli ad uno stato primitivo dove l’uomo, la Natura e l’animale convivono in una musica di respiri, soffi di vento e scalpitii di zoccoli. La Rose Valley all’orizzonte non fa altro che rendere questa unione ancora più vera. Stefania, con la sua innata passione per i cavalli, prova dentro sé una gratitudine verso il Creato e verso chi le ha dato la possibilità di vivere questa esperienza, che non è quantificabile e tanto meno esprimibile. Giunge così anche l’ora del tramonto. La luna piena mette la ciliegina sulla torta al panorama circostante. Un bicchiere di vino tinge di rosso lo spettacolo.

Questa notte avremo di che sognare!