Il viaggio riprende e la prossima tappa è Mawlamyaing, conosciuta anche come Mawlamyine, la quarta città più grande di Myanmar. Situata a 300 km sud-est di Yangon, è il centro di commercio principale del sud-est del territorio. Il nome originario, Moulmein, significa “occhio danneggiato” e secondo la leggenda un monaco sovrano possedeva un terzo occhio che gli permetteva di vedere cosa accadeva nei villaggi vicini. La figlia di uno dei Re dei villaggi limitrofi era stata data in sposa al Monaco dai 3 occhi, ma riuscì a distruggere l’occhio veggente. Da qui il nome Mawlamyine che si ritenga essere una corruzione del nome originale. In questa città il team ha visitato il monastero di U Nar Auk che raccoglie una serie di santuari che raccontano la vita del Buddha, quali:

Hna-Kyeik-Shi-Su Wut fu costruito nel 1888, ed è composto da due parti. Un edificio anteriore e uno posteriore. Quello anteriore è caratterizzato dalla sala principale circondata da un corridoio, un tetto di 9 strati con delle guglie. La parte posteriore, invece è il vero e proprio santuario, il cui tetto è costituito da 5 strati.

Dipinkara Wutshrine fu costruito nel 1892. Costituito dalla stanza del santuario principale circondata su 3 lati da un corridoio. La caratteristica principale è che ospita 2 enormi immagini di Buddha ricavati da alberi tropicali del genere “Tectona”. La raffigurazione più grande misura all’incirca 4,5 metri, mentre l’altra 4.26 metri ca.

The Theingyi fu contruito nel 1895, ed è un edificio di mattoni a 2 piani, il cui tetto è composto da 6 strati.

Dopo una sosta al porto di Mawlamyaing, il team si dirige a Hpa-an (o Pa-An), città più grande e popolata dello stato Karen, ricca di risaie e di svariati tipi di uccelli. Durante la visita, i ragazzi fanno conoscenza con una famiglia del luogo che gli mostra l’interno della loro tipica abitazione. Il viaggio riprende in direzione di Naypyidaw (letteralmente “Sede dei Re”), capitale della Birmania. Dovete sapere che la sede del governo venne spostata da Yangon nel 2005 perché la posizione era più centrale e permetteva una migliore protezione da invasioni via mare, con un’ottima posizione per lo snodo ferroviario e l’urbanistica della città concepita appositamente per evitare sommosse cittadine.

Qui i ragazzi propongono un altro evento di Cinemarena, dove riscontrano un grande successo per la partecipazione ottenuta. Il tutto grazie all’aiuto del fratello della guida che ha organizzato l’evento. Il viaggio continua verso quella che era la più grande foresta di legno teak (legno del genere “Tectona”), adesso praticamente inesistente.

Non appena raggiunto il villaggio del fratello della guida, si nota una grande folla. I monaci avevano radunato la popolazione e inizialmente si pensava fosse dovuto principalmente all’interesse per la proiezione. In realtà l’interesse era per i “bianchi”, che la gente del villaggio non aveva mai visto, tant’è che il numero delle persone aumentava ogni volta che veniva gridato, nella loro lingua, la frase: “Venite a vedere i bianchi”. Nel frattempo Filippo prende il drone in mano per catturare una panoramica della collina e di quel poco, praticamente nulla, di foresta rimasta. Il filmato proiettato ha lo scopo di istruire la popolazione sull’igiene, ed è stato realizzato dal team di Overland in collaborazione con il Ministro degli affari esteri.