Giornata dedicata al trasferimento, quella di oggi. La tappa prevede l’avvicinamento al confine con l’Uzbekistan nel quale entreremo tra due giorni. Dopo poco più di 100 km il mezzo delle nostre guide si ferma nei pressi di un tempio che, quasi dal nulla, spunta lungo la statale lungo la quale transitiamo. E’ luogo di sosta obbligata per i viaggiatori Kazaki!

 

Qui devono fermarsi a pregare ottenendo così la “benedizione” per il proseguimento della loro marcia. Chissà che la loro preghiera includa anche noi… Ci rimettiamo in carreggiata: la steppa diventa sempre più desertica e il numero dei cammelli cresce a vista d’occhio. Cogliamo l’occasione per fermarci presso una fattoria dove sono allevati questi maestosi mammiferi dal mantello a pelo lungo e incredibilmente morbido.

 

Siamo fortunati: le femmine partoriscono ogni due anni e proprio una ventina di giorni fa hanno dato alla luce una dozzina di questi, buffi e ancora comprensibilmente impacciati, cuccioli. Indubbiamente affascinati entriamo nel loro recinto coccolandoli con dolcezza. E’ poi il momento della mungitura delle mammelle di cammella.

 

L’abilità e la maestria del pastore nel compiere questo lavoro ci lascia a bocca aperta: in men che non si dica mezzo secchio è riempito per noi. Qualcuno tituba, mentre Stefania non si tira indietro dall’assaggiarlo! Ancora ovviamente caldo dice essere veramente ottimo, delicato e gustoso al tempo stesso: somiglia al nostro latte di mucca.

 

Ringraziamo per la disponibilità e proseguiamo in direzione Beyneu che raggiungiamo prima di cena. Un po’ di cambusa per i giorni a venire (e per una possibile sosta prolungata di domani in dogana), cena e tutti a nanna.