Sempre in attesa del visto pakistano, dedichiamo un’altra giornata alla scoperta di Kabul. Essendo oggi venerdì, che per i musulmani equivale alla domenica cristiana, andiamo nella moschea “Hussainia” a riprendere la funzione religiosa. Non tutti noi però possiamo assistervi…è già tanto se siamo riusciti ad ottenere il permesso per fare entrare Roberto e Enrico per le riprese e documentare in tal modo quel che equivale alla nostra messa domenicale: un discorso iniziale suddiviso in due parti, una politica e una religiosa, effettuato dal “Mullah” (il nostro prete) seguito dalla preghiera di circa un’ora del Muezzin. La predica religiosa di oggi dev’essere stata davvero toccante…durante la preghiera, infatti, le lacrime sono scese copiose lungo viso di tutti.

 

Stiamo scoprendo davvero molto di questo paese, ma ci manca conoscere la realtà quotidiana di una famiglia locale; andiamo perciò nel pomeriggio a fare visita alla casa di Shahla, una donna di mezza età che fin dal nostro arrivo si è subito dimostrata molto disponibile e commossa per la nostra volontà di documentare la vita di una famiglia tanto povera quanto unita. Ci racconta aver lavorato per 34 anni al museo nazionale, aver cresciuto tre splendide figlie e dato da mangiare al marito disoccupato con il suo solo salario. Ha trascorso una vita di sacrifici per mandare a scuola le figlie, ma l’ha ovviamente fatto con piacere, orgoglio e soddisfazione. Sfortunatamente in seguito all’arrivo della tecnologia ha perso il lavoro anche lei, ritrovandosi oggi ad avere lo sfratto da casa non potendo pagare l’affitto…l’affitto di quel piccolo spazio in cui ci ha ospitati ed in cui ci ha offerto una calda tazza di caffè ed un cioccolatino.

 

Il cuore ci si stringe e, insieme a lei, non speriamo in null’altro se non nel ritorno della pace nel paese la cui conseguenza naturale diventerebbe serenità e benessere per tutti sotto ogni punto di vista: economico, sociale, umano. Con sicuramente non poca tristezza e una visione più obiettiva delle condizioni in cui versa la popolazione afghana, ci spostiamo in hotel…chissà se domani avremo notizie confortanti riguardo il nostro visto pakistano?