Oggi ci avvicineremo al confine con la Turchia: domani saluteremo il suolo iraniano portando con noi il ricordo di una popolazione veramente accogliente e riconoscente. A voler porre l’accento ancora una volta su questo aspetto, questa mattina accade una fatto che lascia ancora una volta Stefania esterrefatta! Mentre è nella hall dell’hotel a inviare alcune email in Italia, vede entrare la giovane ragazza incontrata ieri sera con i genitori e con la quale si era intrattenuta a rispondere alle sue domande piene di curiosità ed entusiasmo. Con sé ha dei doni: un formaggio di grande prestigio tipico della zona (avrà per caso saputo che è ghiotta di formaggio?!) e un anellino a forma di corona. Stefi è davvero senza parole! In cambio prende il suo anello comprato a Bamyan (cui tiene molto per i ricordi legati all’Afghanistan) e glielo dona nella speranza possa sempre ricordarle di una bionda viaggiatrice dandole l’input giusto per andare anche lei alla scoperta della nostra amata terra. Concluso questo dolce momento di annullamento di confini geografici e culturali, saliamo sui mezzi e mettiamo in moto.

Prima di lasciare la città decidiamo (nonostante sia ancora festa e probabilmente anche oggi tutto chiuso) di visitare la moschea blu essendo stata una delle meraviglie e degli edifici più gloriosi della città prima che diversi terremoti arrivassero a farla crollare quasi del tutto. Fu costruita nel 1465, ma ci vollero altri 25 anni perché gli artisti ne coprissero ogni superficie, con intricate calligrafie e piastrelle di maiolica dal blu intensissimo, di cui oggi non ne rimane che una misera parte. Opere di restauro stanno però cercando di riportarla con minuziosa pazienza al suo splendore originale…chissà che in un prossimo viaggio in Iran si abbia la fortuna di vederne i progressi.

Tappa poi alle poste per avere modo di raccontare in puntata come quello iraniano sia stato il primo servizio postale fondato intorno al V secolo A.C. Ancora alcune riprese tra le vie cittadine e poi lasciamo la metropoli in direzione Maku, ultima tappa di confine prima di entrare in terra turca.

La strada, superata la zona desertica, offre un panorama che lascia con il fiato sospeso: verdi colline si perdono verso l’infinito dinnanzi a noi. Se a questo si aggiunge un meraviglioso tramonto dove il sole, a lato del biblico e suggestivo monte Ararat, fa capolino all’orizzonte andando a creare nel cielo un ventaglio di sfumature che vanno dal rosso al lilla, al rosa tra un gioco di nubi dalla forma particolare…potremmo senza alcun dubbio pensare che anche il paesaggio iraniano voglia salutarci con un’incredibile spettacolo della natura.

Giungiamo a destinazione che è ormai buio. Cena e nanna: domani dobbiamo affrontare l’ottava dogana in entrata in un nuovo paese di questa spedizione.