E’ arrivato il momento di lasciare alle nostre spalle anche la sconfinata terra russa per entrare ufficialmente in Asia! Siamo alle porte del Kazakistan.
Nonostante la vicinanza al confine e il nostro essere, come sempre, mattinieri raggiungiamo la dogana solo nel primo pomeriggio: lungo via dobbiamo dapprima vedercela con una sorta di ponte galleggiante a senso alternato per l’attraversamento di un fiume nei pressi di Kasniy Yar e poco dopo con l’ultimo rifornimento russo dei nostri mezzi che è questa volta un po’ “speciale”!

 

Il gasolio nei prossimi paesi non è, infatti, abbastanza puro: già in Italia ci siamo perciò dotati di bidoni in modo tale da poter essere autonomi e poter viaggiare in tutta sicurezza nei giorni a venire. Mani alle pompe ci adoperiamo tutti per rendere l’operazione il più veloce possibile. 😉
Ora siamo pronti. Si riaccendono i motori e via al confine! Le pratiche doganali per nostra fortuna non sono questa volta così eterne: davanti a noi, in base a quanto stabilito questa mattina, ci aspetta una tappa di circa 5 ore di marcia!

Nell’attesa che le pratiche doganali siano espletate, un assaggio di quel che ci aspetta da questo paese è evidente: i lineamenti delle persone sono notevolmente ammorbiditi, “paciocconi”, caldi. Il temperamento anche: tutti sorridono e cercano di comunicare allegramente con noi. Sulla carreggiata mucche pascolano tra le macchine come fosse la cosa più naturale del mondo.
Ad attenderci, appena passati i controlli degli ultimi agenti, Alfiya e Yernar due giovani che ci accompagneranno nel nostro transito Kazako.  Con loro in testa alla carovana ci avviamo verso Atyrau.
Abbiamo spostato di un’altra ora avanti le lancette dell’orologio. Il tragitto sarà quindi ancora più lungo e, soprattutto, impegnativo! Sembra di essere tornati in Ucraina. Il manto stradale, sconnesso e pieno di buche, è reso ancor più scivoloso da una pioggerella fine che sembra non voler cessare e animali sbucano qua e là.
Unica certezza è di avere a nostra disposizione mezzi dotati della trazione integrale 4Motion che, grazie anche alla guida esperta dei nostri autisti, permettono di avanzare senza particolari intoppi.
E’ però dopo circa 40km di viaggio durante una sosta nella cittadina di Ganyushkyno (dove dovremmo in breve tempo risolvere la situazione assicurativa dei mezzi) che le cose si protraggono più del previsto. Alle otto di sera siamo ancora in attesa di quello che equivale al nostro tagliandino italiano. Decidiamo perciò di trascorrere qui la notte e rincamminarci domattina.

 

Troviamo un albergo di fortuna…molto di fortuna. Ha l’aspetto un po’ abbandonato, l’arredamento delle camere sta insieme per miracolo, cavi della corrente spuntano un po’ ovunque, la doccia prevede una canna dell’acqua riadattata…ma nessuno storce il naso, ovviamente. Anche questo fa parte della vera avventura.