Sembra ancora festa a colazione! In tavola le due torte di ieri sera (che forse erano un po’ troppe per sette persone) e un tagliere ciascuno, ricco di ogni ben di Dio, salato. La fame non ci manca, ma non possiamo di sicuro dire di averla fatta fino ad oggi: in un modo o nell’altro ce la siamo sempre cavata più che egregiamente…anche in un periodo di Ramadan come quello in cui ci troviamo!

Un pochino appesantiti, bisogna ammetterlo, ci mettiamo in marcia. Sarà una giornata di trasferimento per raggiungere la famigerata Cappadocia. Nonostante il tempo ridotto da trascorrere in Turchia, non possiamo perderci la possibilità di andare a vedere ciò di cui libri e documentari parlano con un’enfasi superlativa.

I chilometri che ci separano dalla destinazione si snodano sia sulla D100 già percorsa in parte ieri che sulla D260 per portarci nel cuore dell’altopiano turco. Talvolta non si riesce a trovare il modo per descrivere la bellezza e lo stupore che proviamo di fronte a madre natura e allora è meglio rimanere in silenzio, contemplare il paesaggio e guidare come se non si avesse meta, come se si avesse come unico scopo quello di sentirsi un tutt’uno con lo scenario che ci circonda.

In sottofondo la musica da viaggio rende il tutto ancora più perfetto, se possibile. Uno sguardo allo specchietto retrovisore: la carovana arancione sfreccia, distinguendosi come una mosca bianca, tra colline dal verde intenso dipingendo un fiabesco quadro in movimento. Ed è tra queste immagini da novella che giungiamo nel tardo pomeriggio a Uchisar nel pieno della Cappadocia conosciuta per il meraviglioso paesaggio lunare dato dalla particolarità delle sue formazioni rocciose.

Prendiamo posto nelle camere scavate nella roccia di un incantevole hotel. Delle vere e proprie caverne rimodernate e dotate di ogni confort: si ha quasi la sensazione di fare un tuffo nel passato pur sempre mantenendo un piede nel presente. Ci portiamo poi in un punto panoramico per l’ora del tramonto: un bicchiere di vino e la vista mozzafiato annullano la stanchezza accumulata dopo quasi tre mesi di viaggio.

Il sole all’orizzonte ci saluta con un arrivederci degno dei racconti sulla Cappadocia. Questa Turchia ci sta stupendo ogni momento di più.