In Iran oggi è festa Nazionale: si commemora, infatti, il 28esimo anniversario della morte dell’Imam Khomeini, figura chiave della rivoluzione islamica e ancora oggi venerata dai sostenitori del regime instaurato nel 1979 mentre chiaramente criticata dagli oppositori. Che sia festa lo si nota dal primo passo fuori dall’albergo: i marciapiedi sono pressoché deserti, tutti i negozi hanno le saracinesche abbassate e si può attraversare la strada senza correre il serio rischio di essere investiti dalle macchine data la totale noncuranza del pedone da parte degli automobilisti (negligenza riscontrata in tutto il paese).

Decidiamo comunque di vagare un po’ per la città cercando di capire come gli iraniani trascorrano le loro giornate in un giorno di festa. Prendiamo un tram e, a sorpresa, Stefania viene bloccata. Non può seguire il gruppo dei compagni che salgono dall’ingresso anteriore del mezzo perché è dedicato agli uomini, ma deve prendere posto nella zona dedicata alle donne entrando dalla porta posteriore. La cosa fa sorridere, bisogna ammetterlo, ma anche questo è l’Iran con le sue regole islamiche.

Ci portiamo nella piazza del Municipio della città, dove le bandiere nere affiancate ai poster giganti di Khomeini sventolano in segno di lutto. Al momento, a parte un gruppo di uomini seduti sulle panchine intenti a chiacchierare all’ombra dei gelsi, non c’è nessuno, ma proprio in questa piazza, passata l’ora del tramonto, e quindi interrotto il digiuno del ramadan, verranno serviti cibo, tè e bevande dando il via ai festeggiamenti che proseguiranno anche nella giornata di domani.

Ci portiamo poi al parco Elgoli che in lingua significa piscina. Si tratta, infatti, di una sorta di grande piscina, animata da giganti pesci rossi e gabbiani in cerca di cibo, creata in un parco dove è possibile trovare famiglie a passeggio, persone intente a fare jogging, ragazzi e ragazze che “sfilano” cercando di ammiccare tra di loro… L’atmosfera, si percepisce, è quella rilassata e serena del giorno di festa.

Rientriamo poi in hotel per il pranzo e con la scusa che è veramente domenica anche per noi decidiamo di riposare qualche ora prima di tornare a cercare un po’ di “vita” per le strade della città. Effettivamente verso le sei, lungo la via che porta al luogo della manifestazione in onore del leader, troviamo diverse persone, uomini e donne, vestiti a lutto certamente diretti alla manifestazione e alcuni negozi, tra le centinaia, timidamente aperti. Cerchiamo di andare a filmare il discorso per Khomeini, ma veniamo bloccati. Ci intratteniamo perciò a parlare con alcuni iraniani, come sempre affascinati dalla nostra presenza. In men che non si dica giunge l’ora di cena e passeggiando troviamo un ristorante tipico che sembra davvero invitante. Si tratta di un antico hammam trasformato in sala da tè e dove è anche possibile gustare la tipica cucina iraniana. E’ quindi seduti a gambe incrociate sui loro tipici tappeti persiani che gustiamo un’ottima cena a base di disi (che ormai conosciamo e già descritto nel diario del nostro primo giorno in Iran) di cui siamo golosissimi.