Risveglio un po’ faticoso per qualcuno, non però per i nostri autisti che in maniera responsabile ieri sera hanno saputo limitare il numero di brindisi. La tavola della colazione è preparata a puntino: pesce fritto, crudo, anguille e tortelli al formaggio. Non essendo esattamente nelle nostre corde, mettiamo mano alla cambusa della carovana. Scaldiamo quindi i motori e ci incamminiamo verso Astrakan.

 
Il paesaggio km dopo km cambia sempre più: immense praterie si perdono a vista d’occhio, pascoli di mucche, greggi di pecore, mandrie di cavalli tutt’intorno a noi fanno da contorno al viaggio di oggi.
Lungo via diversi posti di blocco della polizia rallentano un poco la nostra marcia: ieri sera pare sia stato assassinato un poliziotto e stanno cercando il colpevole… Noi destiamo solamente tanta curiosità e invidia affascinando gli agenti, dai lineamenti ormai Kazaki, riguardo il nostro viaggio. La loro gentilezza e disponibilità sono estreme.

 
Giungiamo quindi ad Astrakan e, parcheggiati i nostri mezzi, ci avviamo a piedi alla scoperta del suo Cremlino caratterizzato dal colore bianco: sicuramente diverso da quello moscovita ma comunque affascinante. L’atmosfera è tranquilla e serena…di certo la poca presenza turistica aiuta a cogliere maggiormente l’essenza del luogo.
Ci sono poi concessi l’ingresso e conseguentemente la risalita alla torre dell’orologio. Non li abbiamo contati, ma qualche decina di centinaia di scalini sono stati di certo affrontati! E’ arrivati alla sommità che possiamo godere di un panorama mozzafiato e rimanere incantati dal meccanismo che muove l’orologio! C’è una persona addetta quotidianamente alla sua manutenzione e che suona le campane: abbiamo la possibilità anche di assistere a questo “spettacolo”! Imbragato a modi croce con movimenti perfetti e precisi dà il via al loro “concerto”.

 
Dobbiamo poi correre verso Kamzyak perché abbiamo un appuntamento all’interno di un allevamento di storioni: ci facciamo raccontare come da questi pesci sia ricavato il tanto pregiato caviale. E’ incredibile quanto lavoro ci sia dietro a quest’ attività!
Rientriamo in città e prendiamo posto in hotel per l’ultima notte russa: domani ci attende un nuovo paese.