Un risveglio dal sapore particolare quello di questa mattina per il team: tra poche ore Overland varcherà il confine per entrare in terra afghana. Una notizia appresa all’alba ci stordisce un pochino. All’altezza di Mazar i Sharif (nostra destinazione odierna) questa notte è stata fatta saltare una base militare. A colazione quasi nessuno ne parla…si chiacchiera, si ride, si scherza, ma dietro tutto ciò qualche preoccupazione (com’è giusto e umano che sia) si fa sentire nelle parole non dette.

Inseriamo le chiavi nel cruscotto e mettiamo in moto. Una decina di chilometri ed eccoci ad un primo controllo Uzbeko dove ci vengono fatti completamente scaricare i mezzi per un check serratissimo. Viene esaminato nel dettaglio ogni minimo carico: dai bagagli personali, alla cambusa, alle macchine fotografiche, ai computer…tutto. Vogliono trovare il pelo nell’uovo, ma “purtroppo” siamo in regola e tocca loro lasciarci passare. Questo Uzbekistan ci ha fatto penare fino all’ultimo il nostro passaggio!

Arrivato dopo circa tre ore e mezza il via libera, gli autisti sono pronti riaccendere i motori. Qui però le cose cambiano per Stefania che, suo malgrado, deve lasciare la guida della sua Furia a Filippo. Al di là del confine, in quanto donna, sarebbe meglio non conducesse il veicolo perché, nonostante la mentalità del paese si stia aprendo all’universo femminile, in alcune zone la cultura permane in maniera radicata. Poco male…si farà scarrozzare un pochino e avrà così modo di dedicarsi maggiormente a diari, fotografie, recupero di informazioni sul paese e i prossimi che la spedizione affronterà, aiuto nel disbrigo delle pratiche e coordinamenti con l’Italia. Insomma non starà di certo con le mani in mano. Nel frattempo, coglie anche l’occasione per coprirsi il capo ed essere così pienamente in linea con la cultura e la religione di questo paese.

Qualche centinaio di metri ed ecco che il cancello del controllo doganale afghano si apre per noi. Nur e Gull, due guide che ci accompagneranno nei prossimi giorni, ci attendono per aiutarci con le pratiche: ci informano che qui effettueremo solo la registrazione dei passaporti e dei veicoli e che quindi non sarà necessario svuotare nuovamente i mezzi! Come benvenuto possiamo sicuramente dire non male! Speriamo sia di buon auspicio. Il tempo però scorre, sono ormai le tre del pomeriggio: mano alle casse e “intavoliamo” uno snack veloce a base di ricotta e olive (ovviamente sempre firmate Giannino), qualche crackers acquistato a suo tempo e una buona tazzina di caffè che offriamo anche alle guardie! Non è un gusto cui sono abituati, ma con una bustina di zucchero in più sembrano apprezzare!

Nel frattempo Stack, Giannino, Enrico e Roberto fanno una partita a carte. Tutti sorridono e osservano questi ospiti curiosi. L’accoglienza, al momento, è davvero delle migliori. Sono ormai le cinque quando lasciamo la dogana: eccoci ufficialmente in Afghanistan! Una macchina della polizia ci scorterà lungo tutte le tappe considerate poco sicure: hanno a cuore la nostra incolumità…altro buon segno! Lungo strada alcuni ovvi, ma veloci (dati i personali “lasciapassare” che ci scortano) controlli.

Giungiamo in hotel, altro check di sicurezza per entrare con la carovana arancione: nei prossimi giorni dovremo iniziare ad abituarci a tutte queste prassi e lo faremo più che volentieri! Ci dà un maggiore senso di protezione. Nella hall, ad attendere il team, due sarti pronti a prendere le misure di tutti: nella notte ci confezioneranno due abiti ciascuno in modo tale da poter vestire come la gente del luogo nei prossimi giorni e dare meno nell’occhio!

Cena presto e nanna! Domattina il gallo canterà all’alba per il team!