Non lasciamo la mitica Samarcanda senza prima aver dato uno sguardo alle rovine della città antica, l’Afrasiyab dove un museo ne riporta in vita la storia. Pare qui vi sia anche la tomba di Daniele, profeta dell’Antico Testamento, il cui sarcofago immenso misura 18 metri. Tale lunghezza sarebbe giustificata da una leggenda secondo la quale il suo corpo crescerebbe di mezzo pollice l’anno. Inizia poi a piovere a dirotto ed è tempo di mettersi in strada per avvicinarci al confine afghano. La carovana oggi salirà in quota e questo rende felice Stefania, nata e cresciuta in mezzo ai monti della Val d’Ossola.

 

E’ così che salutiamo definitivamente l’Uzbekistan storico, quello che tanto ci ha rivelato di un passato dal commercio ricchissimo e ci avventuriamo verso un paesaggio nuovo. I colori della steppa, della sabbia che hanno caratterizzato le ultime centinaia di chilometri lasciano piano piano posto al verde, a campi coltivati e a colline dal profilo armonioso e “soffice” alla vista. Greggi di pecore nere guidate da un pastore, o una pastorella, in abiti dai colori sgargianti non si contano. I visi delle persone hanno tratti somatici tipici dell’Asia meridionale ancor più marcati di quelli incontrati finora e i loro sorrisi riempiono quanto più possibile le guance tonde rese scure dalle ore trascorse a lavorare sotto il sole.

 

Come piace a noi, ci fermiamo lungo via a consumare un pranzo in un locale decisamente lontano dagli schemi turistici: mescolarci alla gente locale, avvicinarci ai loro usi e costumi, conoscere le loro usanze più autentiche è pane per i nostri denti. Qualche insalata, carne di capra, patate e rigorosamente tè verde uzbeko sono serviti ai nostri ragazzi.

 

Sfamato il team, ci si rimette in carreggiata. Qualche sosta qua e là per riempire gli occhi di un panorama cui non siamo abituati: montagne che molto si discostano dal nostro immaginario dove un verde costante paragonabile a un tappeto d’erba immenso è spezzato qua e là da striature di sabbia rosso mattone. Dei continui sali e scendi di quota attraverso questa catena portano il team a raggiungere la cittadina di Boysun dove trascorrerà la notte.