La sveglia non è puntata: una mattinata di defaticamento per i ragazzi. Mentre Filippo, infatti, si adopera per sbrigare pratiche burocratiche per il buon proseguimento e la perfetta riuscita della spedizione c’è chi fa due passi per il sobborgo della città, chi va al supermercato a fare un po’ di spesa personale, chi fa pulizia nel proprio mezzo, chi legge un libro e chi decide semplicemente di staccare un po’ la spina standosene nella propria camera.

 
Se ne approfitta anche per portare i veicoli in un centro Volkswagen per un controllo generale: nei giorni scorsi abbiamo sottoposto Camilla, Furia, Beta e Tony a sollecitudini non indifferenti data la strada in condizioni pessime. Ci assicuriamo perciò che sia tutto a posto e che il viaggio possa proseguire in maniera sicura.

 
E’ nel pomeriggio che Beppe, Filippo, Stefania, Roberto e Enrico si recano in visita all’ambasciata italiana. Giungerci è un po’ un impresa: il taxi chiamato dall’hotel (nonostante richiesto specificatamente per 5 persone) è poco più grande di una 500, ma la situazione fa indubbiamente sorridere.

 
Accolti con estremo calore italiano dall’ambasciatore italiano a Mosca, Cesare Maria Ragaglini, trascorriamo qualche ora nella residenza approfittandone per farci raccontare il suo punto di vista a proposito sulla popolazione russa e quale sia l’apertura del paese nei confronti dell’UE e dell’Italia.

 
Un’ammaliante visita al palazzo belga di fine ‘800 dove dimora e che, dal 1924 è ufficialmente residenza degli ambasciatori italiani, per fare poi rientro in hotel. Domani andremo finalmente alla scoperta della capitale.