Lasciamo Bangkok con la visita al mercato galleggiante di Dam Nun Sah Duak situato a 100 km a sud-est della città, nella provincia di Ratchaburi. Il mercato è costituito da piccole imbarcazioni, piene di frutta e verdura coloratissima, remate da donne che indossano cappelli di bambu per ripararsi dal caldo sole Thailandese. Immaginate quanto possa essere trafficato questo mercato pieno di venditori e turisti che non possono fare a meno di rimanere affascinati da questa tradizione sconosciuta al mondo europeo.

Adesso è tempo di rimetterci in marcia e risaliamo a bordo dei nostri mezzi in direzione Kanchanaburi. Uscendo dalla città, perdiamo di vista il veicolo di Stack, probabilmente non ci ha visti svoltare. Filippo lo ritrova facilmente grazie al tablet visirun, così lo avvisiamo di star fermo che torniamo indietro a recuperarlo.

Arrivati a Kanchanaburi, raggiungiamo il Ponte sul fiume Kwai: famoso per il romanzo e il film degli anni ’50 (ve lo ricordate?) e che  rimane oggi testimone di un tragico passato. Durante la seconda guerra mondiale, la Thailandia era occupata dai Giapponesi, che per garantire le forniture ai loro militari nella zona di Kanchanaburi optarono per la costruzione di una ferrovia, poi denominata “Ferrovia della Morte”. Pur di concludere l’opera in un anno (invece dei 5 anni previsti), oltre 100.000 tra prigionieri di guerra internazionali e lavoratori locali persero la vita: condizioni di lavoro disumane, turni di lavoro massacranti di 18 ore consecutive, equipaggiamento e approvvigionamento di cibo insufficienti, senza contare i maltrattamenti da parte dei superiori.

L’umore non è dei migliori, terminiamo questa lunga giornata di visite ai memoriali e interviste a testimoni di quanto accaduto. Proseguiamo la strada verso la sistemazione di questa sera, un piccolo angolo di paradiso alle porte del Sai Yok National Park che nel 1980 è diventato l’undicesimo parco nazionale della Thailandia.

Domani si riparte per una nuova meta!