Un meraviglioso cielo azzurro dà il buongiorno ai nostri ragazzi che andranno oggi alla scoperta del parco nazionale di Band-e Amir, uno sbalorditivo gruppo di 5 laghi dalle acque di un profondo blu cristallino che si trovano a un’altitudine di 2.900 ai piedi della seconda catena più alta al mondo, quella dell’Hindu Kush.

Lasciamo perciò l’albergo pieni di aspettative nei confronti di una giornata che siamo certi riempirà i nostri occhi e la nostra memoria di vividi ricordi e paesaggi spettacolari.

La visuale dal finestrino dei mezzi inizia quasi subito a lasciarci esterrefatti. Fragorosi “ohhh” si alternano ai click delle macchine fotografiche. Incredibili formazioni rocciose creano picchi e scogliere da brivido. Ecco poi che si apre dinnanzi a noi la vista del primo lago: sembra disegnato con gli acquarelli! Se nel pensiero collettivo il nome “Afghanistan” può evocare immagini di una terra asciutta, arida, dallo sconfinato deserto, proprio nel cuore del paese, come un miraggio, un’oasi nel mezzo del nulla tinge e bagna il paesaggio di un’acqua turchese che pare inchiostro. Circondati da altissimi faraglioni di calcare rosa, questi sbalorditivi laghi sembrano surreali e totalmente fuori posto. La loro creazione fu dovuta all’acqua ricca di diossido di carbonio fuoriuscita dalle sorgenti delle montagne circostanti che nel corso dei secoli scorrendo ha depositato strati di travertino creando dighe naturali e permettendo il suo successivo intrappolamento in bacini naturali. Il blu profondo riflesso da queste meravigliose “vasche” è dato dalla purezza dell’aria e dell’acqua e dall’alta percentuale di minerali in essa contenuti che riflettono meravigliosamente il colore del cielo.

Dietro queste acque sono anche state create leggende nel corso degli anni: si dice ad esempio siano miracolose, fonte di guarigioni e portatrici di fertilità per le donne che vi si bagnano…non andiamo a indagare…la temperatura è piuttosto glaciale.

Non smettiamo comunque di fare piroette su noi stessi a 360 gradi: l’orizzonte intorno accresce la passione nata nei confronti di questa terra.

Ci spostiamo, da un punto panoramico all’altro, mossi dalla bramosia di scoprire ogni angolo di paradiso che questo luogo è in grado di regalarci; senza nemmeno rendercene conto giungono le quattro e mezza del pomeriggio…forse è ora di mettere qualcosa sotto i denti ed è perciò, mentre continuano le riprese, che Giannino e Stefania intavolano un pic-nic consumato in un battibaleno dalle bocche affamate dei nostri ometti.

La luce del tramonto giunge con una velocità incredibile, le cime dell’Hindu Kush si tingono di rosa regalandoci un altro stupefacente punto di vista di questo luogo da favola. E’ con aria sognante quindi che ci lasciamo alle spalle la “valle dei laghi” per dirigerci verso il campo base di Bamyan ringraziando la ancora una volta Madre Natura.