Al 34esimo giorno di viaggio visitiamo un villaggio di scultori e il mercato. Ma la destinazione prescelta e preferita, specialmente per Filippo, è SKOUN piccola cittadina, capoluogo del distretto di Cheung Prey nella provincia di Kampong Cham, in Cambogia. Skoun si trova a circa 49 km ad est di Kampong Cham e 75 km a nord della capitale Phnom PenhLa sua vocazione turistico-commerciale deriva dalla posizione, all’intersezione delle Strade Nazionali 6 e 7, e dalla “specialità gastronomica” per cui tra i turisti è nota come “Spiderville”: i ragni fritti. Si tratta di tarantole allevate in buchi nel terreno nei villaggi circostanti. Pare che tale abitudine alimentare sia sorta durante il regime dei Khmer Rossi, a causa della scarsità di cibo. Ovviamente Filippo assaggia un paio di tarantole grandi come il palmo della mano e gli sono anche piaciute!

Dopo aver gustato queste delizie ci spostiamo al Museo Nazionale della Cambogia dedicato all’archeologia e alle arti visive khmer e ospita una delle più grandi collezioni mondiali di oggetti d’arte di questo gruppo etnico. Si tratta di oltre 14.000 oggetti che comprendono sculture in pietra, ceramiche, bronzi e reperti etnografici, anche preistorici. La maggioranza però appartiene al periodo aureo dell’era angkoriana. Durante il regime dei khmer rossi il museo fu abbandonato, come del resto l’intera città di Phnom Penh. Nel 1979 le condizioni in cui venne ritrovato erano pessime. Il soffitto era marcito e diventato la residenza di una colonia di pipistrelli. Molti oggetti erano stati danneggiati o rubati. Malgrado ciò fu riaperto al pubblico il 13 aprile 1979. Lungo la via del ritorno, incontriamo nuovamente il fiume Mekong, che abbiamo navigato quando eravamo in Thailandia all’inizio della nostra avventura. Non ricordiamo dove ci siamo diretti dopo l’escursione in barca, e lo controlliamo sullo storico del viaggio sul tablet visirun.