Il grazioso hotel totalmente immerso nel verde che ci ha ospitati per la notte non prevede il servizio per la colazione: nessun problema! Mettiamo mano alla nostra cambusa e in men che non si dica organizziamo una colazione con i fiocchi. Caffè, tè ,biscotti , miele, marmellata, fette biscottate…ogni ben di Dio insomma! Dopotutto oggi è il compleanno del nostro Silvano (alla guida di “Tony” il transporter n. 1) e cerchiamo di rendergli l’inizio di questa giornata il più dolce possibile!
Il convoglio, sotto la neve, si avvia in direzione est: destinazione Sievierodonetsk.

 
Attraversiamo piccoli paesi caratterizzati da costruzioni che in Italia sarebbero totalmente fuori norma: basti pensare che non esiste casa senza tetto in Eternit.
Raggiungiamo per l’ora di pranzo Kharkiv, (la seconda città per popolazione dell’Ucraina) dove, quasi a darci il benvenuto, il sole si fa spazio tra le nubi. Un boccone caldo e via verso la destinazione: nel pomeriggio, infatti, è previsto un incontro con Andrea, un italiano che lavora per le Nazioni Unite e che ha permesso il nostro ingresso in questa zona conflittuale.

 
Raggiungerlo non è però come bere un bicchier d’acqua: le strade sono al limite della percorribilità. Il manto stradale, infatti, non presenta delle buche, bensì delle vere e proprie voragini. Il tempo, inoltre, non aiuta: il sole lascia nuovamente spazio alle nubi portando con sé acqua che dal freddo si riversa ghiacciata sui parabrezza della carovana. La visibilità è molto ridotta, ma due mani sul volante e nervi ben saldi, proseguiamo la nostra marcia.

 
A circa 50 km dalla destinazione iniziano i controlli militari: qualche accertamento, ma nessun problema. Siamo segnalati come “benvenuti” e abbiamo perciò il permesso di transitare nella zona.
Arriviamo con giustificato ritardo all’appuntamento, ma Andrea è comunque disponibile all’incontro e a rilasciarci un’intervista durante la quale ci racconta quel che sta accadendo.
Cena e brindisi per il compleanno di Silvano e tutti a nanna.