Questi due giorni li abbiamo dedicati alla visita di altri templi, tra cui il famoso Angkor Wat, fatto costruire dal re Suryavarman II, presso Yasodharapura, la capitale dell’impero. Il re ordinò che la costruzione del gigantesco edificio partisse contemporaneamente dai 4 lati, cosicché l’opera fu completata in meno di 40 anni. Oggi è il più grande monumento religioso nel mondo. Originariamente concepito come un tempio indù, fu gradualmente trasformando in un tempio buddista verso la fine del XII secolo. Rompendo il tradizionale shivaismo dei re precedenti, il complesso è stato dedicato a Vishnu. È diventato il simbolo della Cambogia, tanto che appare sulla bandiera nazionale ed è oggi il luogo del paese più visitato dai turisti. Filippo, però, è decisamente preoccupato per la scalinata che l’aspetta con l’attrezzatura da ripresa pesante sulle spalle!!!

Successivamente siamo andati in visita all’ospedale pediatrico Kantha Bopha in Siem Reap, dove ogni sabato sera alle sette e un quarto, un concerto gratuito di violoncello è tenuto da un particolare musicista: è un pediatra militante, fondatore di ospedali gratuiti per i bambini cambogiani, nemico giurato del big business farmaceutico e delle organizzazioni sovranazionali che governano la politica mondiale della sanità. Dopo ogni esecuzione lancia un invito alla sala: «I giovani saccopelisti possono donare sangue, i vecchi benestanti possono dare soldi, e chi sta a metà strada può fare tutt’ e due le cose». Attraverso i suoi concerti per la raccolta di fondi e il talento con cui comunica la sua passione, Beatocello ha costruito diversi ospedali per bambini tra Phnom Penh e Siem Reap. Domani lo andremo a visitare.

Potete andare a dare un’occhiata al sito cliccando qui: www.beatocello.com

Next stop, visita casa contadini, risaie, istituto per artigiani della seta di ANGKOR. Dovete sapere che il baco cambogiano produce una seta gialla tipica solo di questo Paese. Il bozzolo ha due parti: quella esterna crea seta di bassa qualità, quella interna di alta qualità. Vengono tolti in due step cuocendoli in acqua: a 80° con la forchetta e a 60° con la macchina. Così tolgono le impurità. Una piccola parte di bozzoli viene tenuta per la riproduzione. Una volta pronto, si possono applicare strisce di plastica per fare forme, poi si tinge, le strisce impediscono che il colore si applichi nella parte subito sotto: più strisce, più dettagli e forme con più colori nel tessuto. Poi viene messo in ordine dalle artigiane e poi intessuto. Le artigiane vestono magliette gialle, le apprendiste o l’insegnante hanno magliette verdi.

Dopo aver acquisito nuove informazioni in campo tessile, arriva il momento di conoscere un po’ di storia e andiamo in visita al Museo della guerra con reperti rinvenuti nella zona ovest della Cambogia al confine con la Thailandia e con la testimonianza di un ex colonnello senza gamba, che non ci ha rivelato il proprio nome per questioni politiche.

Al calar del sole e con un languorino non indifferente, siamo andati a cena al BUGS CAFE, la cui specialità sono gli insetti, e abbiamo avuto modo di intervistare anche la Co­-fondatrice. Paese che vai, cibo che trovi e… Filippo che non si lascia scappare nemmeno un piatto tradizionale! Non stiamo parlando di streetfood, bensì di cucina di alto livello: da Bugs Cafe ogni dettaglio non è lasciato al caso! Frittini, insalatone, muffin salati… tutto a base di insetti. Tra tutti quelli che ha provato Filippo dice che la migliore è la tarantola. o.O