Purtroppo, nonostante le luci delle nostre camere si siano spente poche ore fa, non possiamo crogiolarci sotto il caldo piumone come vorremmo perché la spedizione deve proseguire come da programma.
Entriamo in un bar per fare colazione: il menù propone spezzatino, patate, insalate, petto di pollo…diciamo che non è esattamente nel nostro stile e dopo non poche difficoltà a causa della lingua (qui quasi nessuno parla inglese) riusciamo a risolverla con caffè, tè e qualche mini muffins di fortuna.
E’ poi tempo di andare alla scoperta di Brest, una delle porte occidentali della Bielorussia, città che durante la sua storia è stata a volte sotto il dominio polacco, altre sotto quello russo.

 
Facciamo visita alla fortezza situata alla confluenza dei fiumi Bug e Mukhavez e la cui costruzione fu terminata nel 1842. Subì nel tempo diverse modifiche raggiungendo i 30 km di perimetro difensivo e fortificato. Tale fortezza è oggi luogo della memoria per non dimenticare la tragedia della guerra e dell’aggressione nazista.
Passeggiamo poi per le vie del centro. L’atmosfera è tranquilla e rilassata. Un gruppo di donne si avvicina a noi e, con fare gentile e gioviale, ci chiede di ripetere gesti parole…l’intento, come ci viene spiegato, è quello di infondere gioia e spensieratezza andando a creare una sorta di bolla di sapone nella quale far entrare le persone che le circondano e farle tornare per qualche istante bambine. Missione compiuta: scoppiamo, infatti, tutti in una fragorosa risata.

 
Sono ormai le cinque del pomeriggio e la fame si fa sentire. Un profumo famigliare ci attira…PIZZA! Il gestore, ovviamente italiano, ci invita a entrare nel suo locale e benché soliti provare cibi locali non possiamo rifiutare: è un fan di Overland!
Ancora qualche ripresa qua e là quando, all’ora del tramonto, partiamo verso la città di Minsk. Ci attendono circa 350 km.
Sono ormai le undici di sera quando giungiamo a destinazione.
Cena e nanna…un nuovo giorno ci attende e noi siamo impazienti di viverlo con l’entusiasmo di sempre.