I paesaggi sono caratterizzati, principalmente, da risaie che compongono l’alimento principale della popolazione, il riso. Durante il viaggio il team si ferma in un monastero nei pressi di Salen. Dovete sapere che del Loto vengono utilizzate diverse parti per diverse funzioni. Gli steli, per esempio, vengono raccolti e spediti nei pressi del lago di Inle, per essere lavorati e trasformati in tessuto, mentre le foglie venivano utilizzate come: piatto e mezzo per cucinare le pietanze. Purtroppo, dopo l’introduzione dei piatti di plastica, l’inquinamento della natura è incrementato in quanto i piatti, dopo l’utilizzo che ne viene fatto, vengono gettati in natura.

Dopo questa triste scoperta, i ragazzi ritornano verso Magwe per organizzare un altro evento di Cinemarena. Da qui il team si divide. Un gruppo parte per un villaggio per incontrare Massimo che lavora per una onlus finanziata dalla cooperazione italiana allo sviluppo, che svela una scoperta importante: la scoperta di un forte militare nella Dry Zone (zona prettamente arida, povera, dove è praticamente impossibile poter coltivare. La malnutrizione tocca dei picchi elevati e lo stato, purtroppo, non fornisce nessun tipo di aiuto alimentare per poter sostenere i suoi abitanti), il forte di Gueciaung. Molto interessante sapere che questo forte era stato costruito nel 1875 dai sabaudi, successivamente ad un accordo tra il regno di Savoia e il regno Birmano. L’intenzione dei Savoia era quella di creare un posto molto lontano da “casa”, per poter imprigionare i briganti, ma alla fine costruirono un forte che venne utilizzato come strumento per contrastare l’esercito inglese pronto a colonizzare il territorio.

Come abbiamo raccontato nei giorni precedenti, il team aveva incontrato un’organizzazione ONG in un villaggio della Dry Zone. Il progetto dell’ONG conosciuto come progetto CONTINENTI e realizzato in collaborazione con la cooperazione allo sviluppo del ministero degli affari esteri, pone come obbiettivo quello di aiutare la popolazione, principalmente bambini, grazie all’intervento di medici che fornisce dei KIT alimentari che sostengono i bambini per 3 mesi. Filippo ha soprannominato questi KIT “Supercereali”, perché permettono al bambino di recuperare velocemente la forma fisica in quanto sono prodotti fortemente energetici.

Dopo questa visita i ragazzi risalgono sui mezzi e durante il tragitto vedono molte trivelle petrolifere. Questa è una zona ad alto potenziale economico ma, sfortunatamente, negli ultimi 50 anni i dittatori hanno pensato esclusivamente al proprio interesse e non a quello della popolazione.

Il team si ferma e passa la notte al Monte Popa. Il monte Popa è un vulcano situato a 1518 metri sul livello del mare, ed è conosciuto maggiormente per essere un sito di pellegrinaggio con svariati templi e NAT, statue di spiriti protettori. Una in particolare colpisce il team, quella di un uomo con una bottiglia di vino in mano, che è il protettore degli ubriaconi e dei giocatori d’azzardo. Il nostro viaggio non termina qui, ma ci dirigiamo verso Bagan dove pernottiamo e soprattutto visiteremo successivamente.