E’ trascorso esattamente un mese da quando abbiamo lasciato l’Italia con i bagagli carichi di voglia di esplorare un’altra parte di questo mondo che mai smette di stupirci. Ed è proprio un mese dopo che ci troviamo ormai alle porte con l’Afghanistan, un paese di certo non facile in un periodo come questo, ma che la nostra indole viaggiatrice non vuole risparmiarci di visitare. Prima di lasciare la cittadina montana di Boysun per dirigerci al confine, vogliamo condurre la nostra carovana in un punto da cui ci hanno detto esistere una vista molto bella sulla vallata e le montagne circostanti. In effetti, nulla da eccepire! Qui abbiamo anche modo di testare i nostri mezzi lungo una salita in fuoristrada un pochino impegnativa valutandone così la risposta…più che positiva.

 

Al nostro avanzare, bimbi che giocano a bordo strada ci corrono incontro entusiasti e incuriositi nel vedere queste strane persone “bianchicce” dentro questi grandi mezzi arancioni. Stefania intenerita coglie l’occasione di una sosta effettuata per sistemare una go-pro sul suo California per giocare un po’ con loro e scattare delle fotografie. Sono i momenti più belli della spedizione: donare e ricevere un sorriso incondizionato. Giunti in un bel punto panoramico Filippo decide di far volare anche Pinuccio, il suo amato drone. Sotto l’occhio di pastori uzbeki ruba così immagini spettacolari dell’Amarok che sfreccia in salita con la neve che fa da sfondo sulle cime da un lato e distese di prati verdi dall’altro.

 

E via che si parte! La tappa di oggi non prevede molti chilometri motivo per cui ne approfittiamo per rallentare l’andatura e goderci lo spettacolo che la natura ci offre. Il passaggio della carovana si snoda lungo un percorso veramente suggestivo che non lascia spazio alle parole, ma a occhi che catturano la bellezza intorno a loro. E’ proprio tra le montagne che consumiamo il nostro ormai tipico pranzo locale e proseguiamo il viaggio verso Termez, dove giungiamo nel tardo pomeriggio.

 

Domani sarà il fatidico giorno dell’entrata in Afghanistan e dedichiamo perciò un po’ di tempo a sistemare il carico nei mezzi e a effettuare il pieno di gasolio delle nostre taniche.