Abbiamo saputo che qui a Zanjan esiste un museo in cui sono conservati i resti mummificati dei “Saltmen” ovvero “uomini del sale” (così chiamati perché lavoratori nelle miniere di sale) rinvenuti a Chehrabad a pochi km dalla città e risalenti a circa 1800 anni fa. Decidiamo perciò di andare a dare un’occhiata. La vista è abbastanza impressionante: uno dei corpi, perfettamente preservati nel tempo (grazie alla presenza del sale nel quale sono rimasti per centinaia di anni a seguito del crollo di una cava), mostra palesemente il tentativo di riparo dalle macerie. Scena un po’ macabra, ma d’effetto.

Ci dirigiamo poi a visitare un antico lavatoio (risalente al XX secolo), una sorta di lavanderia comune dove le donne si radunavano intorno a una vasca sotterranea per lavare i panni e dove coglievano l’occasione per scambiare chiacchiere, confidenze e pettegolezzi lontane dalle orecchie dei mariti.

Qui abbiamo modo di incontrare un artigiano alle prese con la realizzazione di sandali in cuoio, tipici del luogo, indubbiamente originali. Stefania, data la sua estrema passione per le scarpe, li prova avanzando l’idea di lanciare una moda in Italia, ma non è certa di riuscire a trovare un seguito: forse… la loro originalità è un tantino eccessiva!

La zona è anche molto famosa per la fabbricazione artigianale di coltelli. Andiamo perciò a visitare un piccolo laboratorio nei sobborghi della città dove lavora il più conosciuto forgiatore di lame della regione! I suoi coltelli sembrano essere famosi in tutto il paese! In men che non si dica termina il lavoro in corso fornendo prova su se stesso dell’incredibile affilatura! Avvicina il coltello al polso e con un leggero passaggio radente elimina i peli presenti: Filippo non resiste alla tentazione di comprarlo! Nemmeno il miglior coltello giapponese taglierebbe in tal modo e il prezzo è sicuramente economico: circa 35€ per un pezzo che in Italia costerebbe almeno il doppio.

Si è fatta ora di pranzo: un po’ di spesa al mercato per poi andare a cercare un luogo riparato dalla confusione e dalle strade dove poter sostare con la nostra carovana e dare sfogo come sempre alle ottime improvvisazioni culinarie di Giannino. Rimpinzati per bene anche oggi, ci mettiamo in marcia verso Maragheh che raggiungiamo tra le luci di un meraviglioso tramonto.