Questa mattina la sveglia è suonata presto e partiamo per il Lago Inle, a Nyaungshwe. La strada non è asfaltata e i nostri autisti si divertono a guidare mentre noi siamo estasiati dal panorama che fa da sfondo. Ormai abbiamo abbandonato la Dry Zone e vediamo immense distese di campi e colline verdissime.

Arrivati sulle sponde del Lago Inle saltiamo a bordo di una barca locale dalla forma allungata anche se a motore. Questo lago si trova ad un’altitudine di 1000 metri, la temperatura è gradevole e le acque sono popolate dai villaggi degli Intha. La particolarità di questa popolazione è che possiede degli orti galleggianti. La vista è mozzafiato, siamo circondati dalle colline Shan.

Qui abitano all’incirca 70mila Intha e le principali mansioni riguardano la pesca, l’agricoltura e l’artigianato. Vivono in 4 cittadine, se così si possono definire, in numerosi villaggi lungo le sponde del lago oppure “sull’acqua” con le famose palafitte costruite con legno e bambù. Il monsone ci ha raggiunti ma il lato positivo è l’atmosfera che si è creata. Adesso che la stagione secca è terminata il lago arriva fino a 170 cm, il minimo annuale. Dopo aver visto la siccità di alcune zone speriamo che l’acqua arrivi un po’ dappertutto. Senza fare danni, ovviamente!

Una curiosità sui pescatori del Lago Inle: remano in piedi a prua o poppa della barca, in equilibrio su una gamba, mentre con l’altra remano in modo da poter aver le mani libere e poter governare le grandi reti da pesca. Incappiamo anche nei raccoglitori d’erba che recuperano quest’ultima dal fondale in modo da alimentare gli orti galleggianti. L’erba viene ammucchiata in lunghe file ancorate al fondo con canne di bambù. A seconda delle stagioni, i filari d’erba coltivata seguono l’andamento del livello dell’acqua, ed è possibile coltivare frutta, fiori, zucche, pomodori e altre verdure.

Il mercato si svolge tutti i giorni, ma ogni 5 si cambia luogo. A rotazione ogni villaggio ospita il villaggio. Quello tipico si svolge sul lago a bordo delle barche, e si trovano prodotti artigianali di uso comune o ornamentale, strumenti di lavoro, sculture, tessuti pregiati e sigari!! ?

Il Lago Inle è ecologicamente equilibrato ma a rischio. Ci auguriamo che lo sia ancora per molto tempo anche se le pratiche illegali incidono notevolmente sull’ecosistema.