Non esiste nome di città che richiama alla mente la Via della Seta più di quello di Samarcanda resa immortale da poeti e drammaturghi del passato nonostante molti nemmeno, la videro mai di persona. Fatta colazione, sulle note di Vecchioni e nemmeno a farlo apposta con “Furia” a capo della carovana, ci mettiamo in viaggio.

Dopo nemmeno un centinaio di chilometri una maestosa rovina attira l’attenzione del gruppo: si tratta dei resti di un caravanserraglio di cui ancora si possono individuare i perimetri delle sue sale. Qui Beppe ne approfitta per raccontarci quel che accadeva a suo tempo lungo questa leggendaria Via.

Si percorrono altri chilometri, sempre un po’ a rilento per il consueto manto stradale disconnesso, seppure in tutta sicurezza grazie alla perfetta tenuta di strada dei nostri 4Motion! Le temperature esterne iniziano ad innalzarsi sempre più e i finestrini si abbassano…deliziosi profumi di carne alla griglia inondano gli abitacoli della carovana: è ora di pranzo , ci fermiamo! Troviamo un locale molto alla buona, ma non ci lasciamo scoraggiare: abbiamo mangiato i migliori shashlik e il miglior pane trovato finora!!! Quando si dice che l’apparenza inganna!

Con lo stomaco messo a tacere viaggiamo per gli ultimi 120 km giungendo così alle porte di Samarcanda che non è ancora sera. Il mausoleo di Tamerlano sembra dare il benvenuto alla città vecchia e decidiamo di andare subito a visitarlo: un’immensa costruzione ottagonale decorata con piastrelle blu, bianche e azzurre disposte secondo motivi geometrici e coronata da una cupola di colore blu brillante.

L’interno del mausoleo colpisce tutti: una vasta e alta sala dotata di nicchie sui lati e decorata da dipinti e altorilievi dorati. Le lapidi a intarsio della stanza indicano l’esatta ubicazione delle tombe. Qui infatti giace non solo il corpo di Tamerlano, ma anche quelli di nipoti, sorelle e “fidati”.

Un monumento maestoso…un assaggio di quel che questa città siamo certi ci regalerà domani.