Non è di certo cosa da tutti i giorni e per tutti svegliarsi in una base militare…in Afghanistan per giunta! Ma a noi di Overland…accade anche questo! Ovviamente suddivisi tra dormitori maschili e femminili per la prima volta dopo quasi due mesi, Stefania si ritrova a condividere spazi e chiacchiere “confidenziali” con donne!

Ore 7.30 appuntamento in mensa dove tra sguardi interrogativi di oltre mille militari consumiamo un’abbondante colazione: in mattinata ci attende un briefing organizzato appositamente per noi per istruirci riguardo gli ordigni esplosivi presenti sul territorio. In questo modo potremmo eventualmente riconoscere ed evitare un pericolo più o meno evidente. Rendersi conto che anche un semplice pacchetto di fiammiferi a bordo strada può rappresentare un vero pericolo innescando una bomba dagli effetti altamente distruttivi ci mette ancor più in guardia di quanto già non lo fossimo.

Proseguiamo la giornata all’interno della base imparando a conoscere il ruolo dei diversi comparti militari. Ovviamente Giannino ci fa da mentore ed è tra una chiacchiera e l’altra che scopriamo qualcosa di nuovo in suo proposito…qualcosa che ci aveva taciuto: tra di noi…un Cavaliere!!! Ebbene si! Il Cavaliere Bonfrisco fa parte del nostro Team e questo non può che farci e fargli onore! Di certo sarà una buona “scusa”, questa sera, per brindare alla sua nomina!

E mentre riceviamo la tanto attesa e sperata notizia che i nostri mezzi sono giunti alle porte della città, veniamo accompagnati nei pressi di un “campo prova” adibito a “campo minato” per istruire le nuove “leve” o persone che, come noi, si ritrovano a “soggiornare” all’interno della base pur non essendo militari. Qui finti ordigni sono sistemati seguendo le linee, studiate nel tempo, di quelli reali: in questo modo la teoria appresa in mattinata diventa ancora più verosimile.

Si fa così sera, i trentacinque gradi raggiunti nell’ora di punta lasciano il posto a una temperatura più fresca e piacevole…

Tutto ciò insieme alla tranquillità e alla sensazione di sicurezza respirate nella base (giocoforza il fatto di essere attorniati da così tante “guardie del corpo”) iniziano a piacerci: una sorta di vacanza dopo oltre 20 giorni di in cui l’allerta era costante h24.