Facciamo una sosta al benzinaio per gonfiare gomme e controlliamo i consumi sul tablet #visirun prima di ripartire per l’Orang Utan Island, presso Bukit Merah. Filippo racconta: “Porca paletta che fatica per raggiungere l’isola! C’è siccità e non si fidano di usare le barche perché possono arenarsi nel fondale o cappottarsi per i residui di tronchi. Io peró mi sono impuntato: ho detto che piuttosto ci andavo a nuoto. Insomma, abbiamo trovato due canoe disponibili e abbiamo remato per un paio d’ore sotto il sole, a una temperatura percepita di 52 gradi. Ci davano per spacciati ma col cavolo che non andavo a vedere degli animali cosi incredibili. E nulla. Siamo arrivati lì stremati, ma almeno siamo arrivati!”

Dopo la faticosa traversata, i nostri sforzi sono stati ripagati: eccoci all’Orang Utan Island, un centro di riabilitazione che ospita e assiste oranghi orfani, nati in cattività, recuperati dal mercato nero o da parti del territorio illegalmente disboscate. Non lasciatevi ingannare dalle immagini: quelli in gabbia siamo noi di #Overland17! Gli oranghi sono liberi di girare sull’isola, e agli umani è permesso andare a osservarli ma unicamente dall’interno di percorsi ingabbiati. Un’atmosfera stile Jurassic Park. Solo animali che girano indisturbati e nessun umano, eccetto i 2 guardiani che vivono sull’isola! Intervistiamo Norfadzila Binti che si occupa dei cuccioli, il ranger Ahmad Puzi, il Veterinario Chirurgo e Direttore Capo della fondazione Dr. D. Sabapathy

Arriviamo, poi, sull’isola di Penang: passando da George Town, raggiungiamo l’homestay che ci ospiterà un paio di notti. Siamo stati già ospiti di altri homestay anche in Thailandia: è un tipico alloggio locale dove chi vi abita accoglie il visitatore come uno di famiglia: il modo che preferiamo per conoscere da vicino persone, tradizioni quotidiane, usi e costumi. Perché viaggiare è anche questo! La direttrice della comunità ci accoglie e ci presenta alla famiglia che ci prepara un’ottima cena. La cucina malese si mangia con le mani! Filippo, Stack ed Ema seguono i costumi malesi, mentre Stefano preferisce usare la forchetta! Dopo cena la “nostra” famiglia ci mostra alcune attività: Stack si mette all’opera con la produzione di un cestino fatto in casa con fogli di giornale. La signora è molto contenta del suo aiutante!

Al mattino facciamo colazione con la nostra famiglia ospitante e ci dirigiamo verso Georgetown, capitale dello Stato di Penang. Ricordiamo che la Malesia è uno Stato federale.