Nuovo giorno, nuovo volo…speriamo anche sia l’ultimo dedicato al “caso Uzbekistan”! Oggi si torna finalmente dai nostri quattro mezzi arancioni, quelli che sono diventati un po’ la nostra casa: i confidenti dei nostri pensieri più intimi, i custodi delle nostre risate e delle nostre tristezze. I nostri traghettatori a spasso per la terra, gli amici più cari e complici delle nostre scorribande… Come ci mancano!

E’ con il volo delle 13 da Tashkent che voliamo sulla città di Urgench, dove un pulmino ci riporta a Khiva.

Ed ecco l’Amarok, i due California e il Transporter che ci aspettano dove li avevamo lasciati con le nostre mascotte Camilla e Margherita al posto di guida a fare la guardia, già comunque severamente monitorate da Filippo in questi giorni di assenza attraverso Visirun.

Sentiamo i cavalli scalpitare, ma dovranno aspettare ancora qualche ora! La partenza è prevista per domattina. Oggi dedichiamo ancora del tempo alle riprese di Khiva, soprattutto dall’alto: il drone di Filippo prende il volo e cattura immagini meravigliose di una città nel cui silenzio notturno è ancora possibile ascoltare l’eco del dolore e delle urla degli schiavi russi, dimenticati ormai di giorno da fiumi di turisti che animano i suoi vicoli.

Non manca però la consueta passeggiata, divenuta ormai un “must”. Rilassa e sgranchisce le gambe abituate all’ozio dovuto ai chilometri macinati sui nostri mezzi. E’ l’ora dell’aperitivo: Filippo, Stefania, Stack e Giannino ne approfittano per “coccolarsi” sotto la tenda di una Tea House che pare davvero accogliente! Scoprono poi che sarà anche il luogo della cena già prenotata dal loro accompagnatore.

Nel frattempo se ne approfitta per un altro rifornimento di gasolio “al di fuori del distributore”, per intenderci… Ormai abbiamo capito essere la normalità qui! Non ci sorprenderebbe dovesse diventare legale.

L’ultima cena a Khiva e tutti a nanna: domattina riprendiamo la nostra marcia.