E’ il giorno “X”. Nel pomeriggio scopriremo se le ore trascorse ieri in consolato hanno dato i loro frutti.

La mattina trascorre veloce per le vie della città. Il gruppo si divide: c’è chi fuori dall’hotel si dirige a destra e chi a sinistra. Da una parte la zona alla moda, dall’altra quella più “vera”, vissuta.

Negozi dalle marche più “in” e internazionali, vetrine scintillanti e profumerie che invadono l’olfatto dei passanti da un lato, mercati di frutta e verdura, bancarelle lungo via e bazar dall’altro.

Siamo in città e si vede: i prezzi non sono così economici come quelli cui ci eravamo abituati durante il nostro, seppur breve, passaggio in questo paese.

Per pranzo ci lasciamo poi tentare da un ristorante italiano suggeritoci ieri sera: non tutti sono dell’idea, ma la maggioranza vince! Ad essere sinceri, non è andata poi così male. Pizza, pasta all’arrabbiata, mozzarella e un buon bicchiere di pinot grigio hanno zittito a dovere i borbottii degli stomaci!

Arriva poi il momento di andare in consolato. Un ticket da pagare in banca, un rullo di tamburi e finalmente Filippo esulta con i nove passaporti in mano con il nuovo visto uzbeko.

Possiamo così prendere il volo previsto per questa sera per il rientro su Tashkent! Ovviamente non è finita qui! Il nostro arrivo in Uzbekistan è alle 23.30, mezz’ora prima dell’inizio del nostro visto…ingenuamente crediamo ci lascino passare! No…nemmeno il quarto d’ora accademico (anche se in anticipo) ci viene concesso!

Alle 00.00 precise aprono le porte un po’ come ci avessero rilegato in una gabbia per animali, come fossimo delinquenti…

Raggiungiamo l’hotel, dove trascorriamo la notte.

Il soggiorno in questo paese è ancora lungo…speriamo in bene.