La città di Baga, conosciuta come Pagan (inizialmente con il nome Arimaddanapura) era la vecchia capitale di molti regni in Birmania, ed è qui che soggiorniamo. Per spostarci da un tempio all’altro tocca prendere state non asfaltate e i cameramen partono in macchina per fare un giro da soli, mentre il resto del gruppo fa visita ad un villaggio per un altro progetto della cooperazione italiana allo sviluppo. Questa volta si parlerà di produzione di piatti laccati. Il nostro appuntamento serale era il progetto Cinerama, ma dei cameramen nemmeno l’ombra. Fortunatamente avevamo le centraline Visirun installate e siamo riusciti a recuperarli 😉 Ripartiamo da Bagan e percorriamo qualche tratto “Off road” (tant’è che i cameramen hanno dovuto tenere ben stretti la loro attrezzatura) per visitare i templi, fare le ultime riprese e dirigerci a Yandaboo, passando per la famosamente triste Dry Zone. Yandaboo è un luogo molto importante per la storia dei Birmani in quanto è stato il luogo in cui venne firmato il famoso Trattato di Yandaboo fra l’impero britannico e la Birmania, nel febbraio del 1826, che segnò la fine della prima guerra anglo-birmana. Purtroppo abbiamo raggiunto tardi Yandaboo perché ci siamo fermati 200 km prima per assistere ad un altro progetto di Cinemarena che è terminato verso le 22:00. Il risveglio a Yandaboo è stato magico. Luogo affascinante. Un villaggio rurale che ha una produzione unica nel suo genere: realizzazione artigianale di recipienti in terra cotta che raffreddano l’acqua al loro interno. E sono famosi in tutto il Myanmar! È tempo di rimetterci in marcia e ci dirigiamo verso ovest, con una rapida sosta a Mandalay, fondata nel 1857 come capitale dell’ultimo Regno di Birmania. Mandalay venne costruita su una collina e racchiusa da mura erette per difendersi dalla minaccia degli inglesi, reduci della vittoria della seconda guerra anglo-birmana. Ci spostiamo più in “alto”, verso l’altopiano per dormire a Pyn oo Iwin.