Risveglio silenzioso questa mattina all’interno delle mura della città vecchia. La nostra ciurma ha infatti trascorso la notte in un caratteristico hotel perfettamente in stile con il paese che ci sta ospitando.

Già…ci sta ospitando, ma non sappiamo ancora per quanto! Essendo arrivati lunghi con i tempi per un ritardo sulla partenza dall’Italia, il visto fatto a suo tempo scade oggi e nonostante ci si stia adoperando già da diversi giorni per il suo prolungamento, non siamo ancora riusciti a risolvere la situazione!

E’ così che mentre la quasi totalità del team trascorre la mattinata alla scoperta in modo più dettagliato di Khiva e dei suoi tesori “rubando” qua e là immagini per poi mostrarvele nelle tanto attese puntate, Filippo continua ad adoperarsi per trovare una soluzione al “caso” visti.

Una chiamata via radio ci avvisa che nel tardo pomeriggio dovremo tutti volare ad Almaty, tornando perciò in Kazhakistan (Stefania non disdegna affatto la possibilità di ritrovare il tanto apprezzato latte di cammella) per ottenere così il sospirato “via libera”…dopotutto un giro in aereo ci mancava!

Ancora un pranzo tra le mura di fango di quest’affascinante città, un bagaglio a mano leggerissimo, un saluto a Simone che questa notte tornerà in Italia e via verso l’aeroporto di Urgench dove con l’ultimo volo interno delle 18.35 voliamo a Taschkent.

Da qui un pulmino ad attenderci che ci porta al confine con il Kazakhstan: velocemente (non sembra vero abituati a ore ed ore di attesa) sbrighiamo i controlli doganali e sotto una pioggia dirompente proseguiamo per la cittadina di Shymkent dove trascorriamo la notte. Domattina un nuovo volo ci attende: destinazione Almaty.