Sembra di aver appena appoggiato il capo sul cuscino quando la sveglia dell’albergo catapulta letteralmente giù dal letto i nostri ragazzi. Nove visi stanchi nella hall attendono il pulmino che in poco tempo li porta in aeroporto. Cinture allacciate, si decolla e in men che non si dica si atterra ad Almaty.

L’appuntamento in consolato è previsto nel pomeriggio: c’è chi ne approfitta per riposarsi, chi per fare due passi e chi, come il nostro Filippo controlla dall’ormai inseparabile Visirun i nostri quattro mezzi arancioni lasciati a Khiva. Tutto è sotto controllo al momento! Nessuna manomissione, tentativo di furto o spostamento. Certo che avere la possibilità di monitorare in ogni istante la situazione è un gran vantaggio!

E’ in queste ore che riceviamo altresì la notizia che Simone non è stato lasciato partire! Il visto scadeva a mezzanotte ed il suo volo era previsto per le cinque di mattina: un agente addetto ai controlli pare non abbia voluto svegliare il suo superiore (ovviamente poi da lui stesso ripreso) per ottenere il permesso a lasciarlo uscire comunque dal paese…preferiamo non commentare l’accaduto! La situazione viene in ogni caso risolta facendolo partire domattina dopo aver sbrigato le pratiche burocratiche necessarie, ciò significa comunque ritardi vari, contrattempi e un nuovo biglietto aereo. Per fortuna avevamo appena letto un articolo in cui si commentava l’apertura dell’Uzbekistan e la semplificazione nell’assegnazione dei visti in maniera molto positiva…

Pomeriggio quindi “libero” per il team, ma non per Filippo che, coadiuvato dall’aiuto di Stefania, si adopera per la compilazione di formulari, firme, stampe, fotocopie e chi più ne ha, più ne metta. Tornano in hotel in serata con la promessa di un funzionario uzbeko che nel giro di un’ora domani pomeriggio otterranno i famigerati visti!

Incrociamo tutti le dita…