La prima cosa che andiamo a visitare oggi sono le grotte di Batu: tempio e luogo sacro indù incastonato nella roccia calcarea, poco a nord di Kuala Lumpur. Il sito è costituito da 3 caverne principali dove si trovano templi e icone indù, ed è raggiungibile dopo una ripida scalinata di 272 gradini sorvegliata da una gigantesca statua della divinità indù. Incastonate nella roccia calcarea poco a nord di Kuala Lumpur, le Grotte di Batu ospitano una serie di templi induisti e costituiscono uno dei siti religiosi principali per la regione. La ripida scalinata di 272 gradini che conduce all’ingresso è sorvegliata da una gigantesca statua della divinità indù Murugan. Con i suoi 42 metri è la statua dedicata al dio guerriero più alta al mondo. Ema dopo la lunga salita di 272 gradini con treppiede e bastone per il microfono in spalla, è pronto e pimpante per le riprese nelle Grotte di Batu, specialmente perché almeno nelle grotte si sta al “fresco”. Alla base delle caverne troviamo templi, pareti dipinte, bassorilievi e nicchie ospitanti statue della mitologia indù. Anche i non devoti possono visitare il sito, l’importante è che entrino scalzi nella zona sacra.

Dopo tutto questo “esercizio fisico” iniziamo a sentire un certo languorino, quindi pausa pranzo per campioni: riso con verdure, pollo fritto e ananas!

Riprendiamo il cammino e visitiamo la fabbrica di Batik “EAST COAST BATIK”, e intervistiamo una loro designer, “Ruby”, che ci spiega un pò il processo di realizzazione e lavorazione del tessuto. Il batik è una tecnica usata per colorare i tessuti mediante la copertura a protezione delle parti che non devono essere colorate, di materiali impermeabilizzanti come argilla, resina, amido o cera. L’artigiano inizia la prima fase dell’operazione disegnando con una penna il modello da riprodurre e colorare direttamente sul tessuto. Le fasi successive sono pressoché identiche e si ripetono in base al numero dei colori che si intendono utilizzare. Mediante un beccuccio metallico viene colata la cera bollente fino a coprire tutte le parti del tessuto che non dovranno essere colorate. La stoffa viene quindi immersa nella vasca contenete il colore scelto fino a che questo non penetra perfettamente nelle fibre libere dalla cera. La fase successiva prevede un bagno in acqua bollente che lava via il colore in eccesso, sciogliendo la cera applicata nella fase precedente, fino ad ottenere il tessuto pulito e pronto per la nuova applicazione di cera. Si ripete l’applicazione dello strato di cera sulle parti già colorate e sulle parti che non devono essere colorate con il prossimo bagno di colore.

Passiamo adesso a visitare la Moschea Nazionale malesiana la cui cupola principale ha la forma di una stella a 18 punte per rappresentare i 13 stati della Malesia e i cinque Pilastri centrali dell’Islam. Una delle moschee più grandi del Sud-est asiatico, con il proprio design moderno, costituisce un’espressione contemporanea di arte, calligrafia e ornamenti islamici.

Per essere cameraman di Overland bisogna essere disposti a tutto… anche a indossare una bella tunica lilla!
Come in tanti altri luoghi di culto nel mondo, anche nella Moschea Nazionale a Kuala Lumpur non si può entrare in pantaloncini!