Sette le mattino, le tende delle camere si aprono: mezzi armati blindati e un numero considerevole di soldati affollano il parcheggio dell’hotel e il circondario. Non facciamo in tempo a uscire dalla camera che un via vai di militari si spostano nei corridoi. Cosa starà succedendo? Chiediamo in reception…nulla di cui preoccuparsi! In albergo (utilizzato quotidianamente per feste, matrimoni e celebrazioni varie) sta “solamente” arrivando il presidente dell’Afghanistan per la consegna del certificato di laurea ad un gruppo di studenti, motivo per il quale le misure di sicurezza sono elevatissime. Meglio uscire e rientrare quando tutto si sarà concluso!

Andiamo perciò in una sorta di “palazzo della musica” : uno stabile dove si trovano innumerevoli stanze dedicate a questa meravigliosa arte che accomuna tutto il mondo. Qui abbiamo modo di assistere a un mini concerto a noi dedicato messo in scena da un gruppo di 3 amici. Ci facciamo anche raccontare il loro rapporto con la musica e la loro storia in quanto “band”. Sono nati e cresciuti in famiglie di musicisti, quindi si può dire il loro destino fosse già scritto. Della musica oltre che un’arte ne hanno fatto un lavoro: si esibiscono infatti in matrimoni, feste, cerimonie ufficiali e riescono seppur a fatica a sbarcare il lunario. La passione per la musica è riuscita anche a sopravvivere ai tempi della censura imposta dai talebani: anziché dedicarsi ad altri mestieri come molti dei loro “colleghi”, si sono trasferiti in Pakistan riuscendo a dare così suono ai loro strumenti e voce alle corde vocali. La musica non può morire…è la via più semplice per allontanare i pensieri cattivi, sognare e trovare attimi di serenità.

E’ proprio vero l’Amore nei confronti di quest’arte millenaria accomuna genti, culture e religioni di tutto il mondo.

Nel tardo pomeriggio (quando siamo certi essere terminata la cerimonia in hotel e poter così evitare i serratissimi controlli di sicurezza) rientriamo alla base per concludere alcune riprese riguardo quest’attesa ormai estenuante a Kabul, attesa che avrà ancora vita breve: domani cercheremo di trovare una soluzione alternativa.