Pronti, via questa mattina ci adattiamo senza fatica all’illegalità propostaci: vi è la possibilità di rifornire i nostri mezzi con Diesel dalla qualità eccelsa “rubata” dai fuorilegge della zona alle auto dei ricchi che si fanno spedire barili dai paesi più all’avanguardia. Dopotutto noi lo paghiamo: occhio non vede… 😉

La situazione è un tantino surreale, in effetti! Proprio davanti alle porte del nostro hotel lo scambio e il rifornimento avvengono alla luce del giorno! Evidentemente è cosa “normale”!

Fatto il pieno ci dirigiamo poi nel paesino di Shimbay alle porte del deserto dove facciamo visita ad un laboratorio artigianale di Yurte: le famose tende delle popolazioni nomadi. Si tratta di vere e proprie abitazioni molto resistenti, costruite interamente in legno senza alcun tipo di materiale che non sia naturale.

Come sempre il tempo vola e l’ora di pranzo giunge in men che non si dica: golosi e curiosi assaggiamo uno dei piatti locali Uzbeki lo Shashlik, uno spiedino di carne di capra cotta sulla brace con l’aggiunta di aromi tipici tra cui l’immancabile cumino. Una vera delizia!

 

La carovana arancione scalda nuovamente i motori: abbiamo visto come si crea una Yurta…questa sera passeremo la notte proprio all’interno di una di queste tende! E’ così che dopo 3 ore di strada giungiamo alle porte di Ayaz Kala e più precisamente alla sua fortezza militare costruita 2200 anni fa. Una visita al tramonto è più che meritata! Pare di essere all’interno di un paesaggio lunare, una sorta di cratere spento di un vulcano e tutt’intorno il deserto che si perde sotto il nostro sguardo.

 

Ai piedi della fortezza un campo ci attende. Una tenda per la cena, dove assistiamo anche a balli e canti tradizionali e una per dormire. Il deserto non ci risparmia da una tempesta di pioggia e sabbia, ma le Yurte sono più che resistenti. Al sicuro proseguiamo la nostra serata lasciandoci trasportare dall’atmosfera gioiosa creatasi.