Oggi Simone lascia il team per tornare in Italia. Di sicuro sentiremo la sua mancanza, impossibile non sentirla! Quindi con un autista in meno, qualcuno deve prendere il suo posto: Filippo si offre subito, per la sua prima esperienza con la guida a sinistra! Ma per uno che è praticamente cresciuto sui Camion arancioni, non è stato assolutamente un problema. Riprendiamo, quindi, il nostro viaggio in direzione del Khao Sok National Park, soprannominato “Kulin della Thailandia”, che protegge la più grande foresta vergine della Thailandia, una delle più antiche foreste sempre verdi del pianeta. Il parco, fondato nel 1984 dal governo thailandese, copre una superficie di 739 km quadrati includendo al suo interno lo stupendo lago di Chiao Lan, il cui nome sta a significare “luce del regno”. Una serie di montagne calcaree si stagliano dall’acqua vicino alla diga di Ratchaprapa, una diga multiuso costruita sul canale Pra-sang. La diga si trova a 65 chilometri dal parco nazionale di Khao Sok ed è aperta tutto l’anno. Tuttavia, il periodo raccomandato per le visite è durante la stagione secca, da dicembre ad aprile. All’interno dell’area della diga ci sono centinaia di isolette calcaree che hanno creato un bellissimo paesaggio. Sono queste ad aver fatto guadagnare al parco il suo soprannome. Facciamo tappa, adesso, verso il villaggio di Ko Panyi, nella provincia di Phang Nga Bay, affacciato sullo splendido Mare delle Andamane, noto per essere stato costruito su palafitte dai pescatori indonesiani, dove troviamo piccole case galleggianti e palafitte che vanno a formare un arcipelago di piccole isole e abitato principalmente dalla comunità musulmana. Questo villaggio è stato fondato da immigrati e si è discusso sulla possibilità che malesiani e indonesiani abbiano vissuto insieme. Si pensa, ad ogni modo, che gli antenati del villaggio siano principalmente malesiani.